VINO: IL "GAVI DOCG"
Gavi è la patria del "GAVI DOCG" gradevole vino prodotto in una ristretta zona collinare che trae origine dalle sole uve Cortese.
La prima descrizione abbastanza dettagliata su l' uva Cortese si trova nella ampelografia dei vitigni coltivati in territorio piemontese compiuta dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, pubblicata nel 1798, dove l'uva Cortese è descritta: "ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare, fa buon vino, è abbondante e si conserva".
Sin dalla fine del Ottocento, era indicata la produzione in varie zone del Piemonte, ivi compreso l'antico Piemonte e si rilevavano da più parti la purezza e la quantità. Il Cortese, caratterizzato da una fibra resistente, prosperò soprattutto nella regione chiusa tra il fiume Bormida e lo Scrivia, in provincia di Alessandria.
Il "GAVI DOCG" ha sapore asciutto, fresco leggermente ammandorlato con un profumo delicato e persistente, consigliato con le carni bianche, i primi piatti a base di pasta ed è l’ideale come aperitivo accompagnato da focaccia.
Riconoscimento D.O.C.:
1974.
Riconoscimento D.O.C.G:
10 Agosto 1998.
Vitigno:
Cortese.
Colore:
paglierino.
Profumo:
caratteristico.
Sapore:
asciutto, gradevole, di gusto fresco e armonico.
Gradazione alcolica:
10.5 gradi.
Invecchiamento per legge:
non prescritto; vino da bere giovane.
Zona di Produzione:
Gavi, San Cristoforo, Francavilla Bisio, Pasturana, Novi Ligure, Serravalle
Scrivia, Carrosio, Bosio, Parodi, Capriata d’Orba, Tassarolo.
LE SPECIALITÀ GASTRONOMICHE DI GAVI
Questa parte del Piemonte, che risente dell’influsso della Liguria, ha unito nei piatti tradizionali che la caratterizzano, un sapiente intreccio delle tradizioni profonde e ricche di entrambe le regioni.
Le ricette riflettono quelle che sono le caratteristiche locali miscelando sapientemente sapori, colori e aromi intensi che una volta identificati, ci riportano con la mente ai boschi e ai prati che circondano la zona.
Possiamo considerare un vero patrimonio culinario la quantità consistente di erbe domestiche e selvatiche che possiamo trovare passeggiando nei campi e che sono utilizzate, poi, per insaporire famosi ed apprezzati piatti. Tra queste le più famose e di uso più comune sono sicuramente la boraggine, il rosmarino, la maggiorana, il timo, la salvia ed il basilico.
Le ricette tipiche offrono contrasti e sfumature di speciale seduzione:
- verdure ripiene;
- minestrone col pesto;
- torte salate;
- vitello tonnato;
- peperoni con la bagna caôda;
- bolliti;
- arrosti;
- "rabaton" di Alessandria, una sorta di gnocchi di erbe passati al forno;
- ravioli: assumono forme e aspetti diversi a seconda dei paesi: quelli di Gavi sono profumati di maggiorana, quelli di Alessandria sono ripieni di stufato di manzo o di cavallo, i "gobein" tortonesi sono preparati con sugo di carne e pomodoro;
- risotto al cortese.
Sicuramente bisogna spendere qualche parola in più per descrivere sia i ravioli che il risotto al cortese.
Iniziamo dai RAVIOLI la cui storia inizia nel milleduecento: si narra che una famiglia di Genova abbia codificato a Gavi la prima ricetta della famosa pasta ripiena cucinandoli nella "Locanda del Raviolo" per i viandanti che transitavano.
Sono numerosi i personaggi che negli anni hanno amato i Ravioli: Giovanni Boccaccio, il pittore Giambattista Baulli, vissuto nel milleseicento, rimpiangeva di non poterne mangiare durante il suo soggiorno a Roma per dipingere la volta della Chiesa Del Gesù, e avrebbe voluto che glieli inviassero da Genova. Sembra che anche Niccolò Paganini fosse un loro estimatore.
La ricetta tramandata nei secoli li vuole ripieni di vitella, cervello, schienali, parmigiano, burro, uova, boraggine, scarola, pane, aglio e timo. Spostandosi verso lo Scrivia nel territorio del novese la ricetta cambia: vedremo apparire in tavola gli Agnolotti, stessa forma ma ripieni anche con carne d’agnello. Dirigendosi verso Genova troveremo i Pansotti ripieni questi solo di verdure e formaggio.
Anche nei condimenti avremo ampia scelta: nel vino, con il "tuccu" (sugo con carne,funghi e pomodoro), con il brodo, con il sugo di salsiccia o più semplicemente a "culo nudo" per lasciarsi sedurre dal gusto del ripieno.
Passiamo all'altro piatto su cui vale la pena di soffermarsi IL RISOTTO AL CORTESE. Il riso fu portato dagli Arabi nel medioevo quando erano signori di Sicilia ed è stato poi adottato dalle regioni settentrionali ,tra cui spiccano per la qualità del prodotto ancora oggi il Piemonte, la Lombardia ed il Veneto. La caratteristica principale del riso è la capacità di mantecare, dote essenziale per una pietanza che vuole il riso cotto lentamente, in padella, solo con un pò di burro e del buon vino Cortese che evaporando in cottura emana un aroma certamente invitante.
Sicuramente visitando questa zona del Piemonte non bisogna dimenticare di assaggiare la FOCACCIA. Questo prodotto tipico novese sta per ottenere l’indicazione geografica protetta europea. Esiste "stirata" o cotta nelle teglie leggermente più spessa condita con olio e sale.
Come dimenticare i dolci? Anche questi provengono dalla tradizione medioevale e sono:
- i canestrelli bolliti: la ricetta originale le vuole fatti con: farina, strutto, lievito, olio e zucchero; l’impasto avrà forma di anello e verrà scottato in acqua bollente prima, in acqua fredda poi, e fatto asciugare in un telo ed infine cotto in forno;
- gli Amaretti di Gavi: un prodotto artigianale, morbido e asciutto, dalla forma pizzicata "a tre dita" un aroma delicato e dall'accentuato sapore di mandorle, dolci e amare; da gustare con un buon bicchiere di bianco di "GAVI";
- il Cioccolato: nel panorama dei dolci non può mancare una citazione per questo prodotto, largamente presente in provincia, dalle produzioni industriali di alta qualità del Polo Dolciario di Novi Ligure, fino alle forme più raffinate di lavorazione artigianale.